In difesa di Sara Cunial - Fontana Editore

In difesa di Sara Cunial

L’Italia si trova ad un bivio epocale. Forse l’ultimo. Il popolo italiano dovrà decidere se continuare a fidarsi di governi e di un sistema capitalistico-sanitario che hanno distrutto l’economia, la libertà, la cultura, oppure svegliarsi e prendere il possesso reale delle proprie facoltà umane.

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Sara Cunial ha osato l’inaudito. Ha detto in faccia al potere corrotto d’essere corrotto. Ha sollevato una critica legittima verso un sistema capitalistico-sanitario il cui totalitarismo è già stato evidenziato da filosofi come Agamben. Ma Agamben è stato semplicemente accantonato, ignorato, sminuito (vergognosamente). I filosofi, quelli veri, non si fanno spezzare dall’ignoranza delle masse. Schopenhauer ne è stato un esempio.

Ma Sara Cunial ha attirato disprezzo, odio, risate…sì, le risate che avvolgono la fine di ogni democrazia, perché quando un politico affronta un governo servo di altri interessi e il popolo tace, allora quel popolo è morto. Mazzini lo aveva già profetizzato scrivendo sulle menzogne della monarchia: “Senza coscienza di missione, senza fede nella potenza del vero, non esiste nazione. Saremo non popolo, ma larva sprezzata…” (G. Mazzini, Opere politiche, UTET, pag. 1007).

Ecco, ci siamo, dopo i danni della monarchia sono venuti quelli della Repubblica corrotta… oggi il popolo è diventato una larva, reso tale dalla televisione (che già Pasolini indicava come strumento totalitario), dalle menzogne di una stampa ormai zimbello mondiale. In tutto il mondo molti paesi si stanno risvegliando, accorgendosi che la dignità e la libertà non possono essere vendute a nessun prezzo, soprattutto col ricatto del terrore sanitario.

No, Sara Cunial non è una sognatrice o una ‘complottista’; una volta per eliminare le idee altrui si diceva: è di razza inferiore, è una strega, oggi si dice: è un complottista… Bene, anche Mazzini lo era quando accusava il potere monarchico: “...non si rivive col gesuitismo, non si rigenera una gente colla menzogna. Il gesuitismo è strumento delle religioni che muoiono; la menzogna è l’arte dei popoli condannati a servire.”

Ed è la menzogna che Sara Cunial tenta di denunciare, nella speranza che il popolo decida di spezzare le proprie catene verso partiti corrotti, scientisti, e multinazionali già condannate per crimini contro l’umanità.

Non si dica che Mazzini faceva parte di società segrete e corrotte, i gruppi segreti di allora lottavano contro la tirannia degli assolutismi, quelli di oggi invece hanno il dominio economico e politico. Negare l’esistenza di questi gruppi di potere significa negare l’evidenza… la vita di Kennedy lo testimonia: i politici per il popolo rischiano fino alla morte. Sara Cunial non è sola. Milioni di italiani la aspettavano, come una voce finalmente libera e coraggiosa. Noi tutti la difenderemo da ogni fanatismo, perché oggi è il fanatismo scientista-sanitario l’avversario, poiché “l’essenza del fanatismo è nel desiderio di costringere gli altri a cambiare.” (A. Oz, Contro il fanatismo, pag. 45)

E cosa è più coercitivo di una visione sanitaria a senso unico, di vaccini imposti, di mascherine intoccabili, di distanziamenti che distruggono l’umanità? Sara Cunial ha posto delle domande, vuole dialogare, vuole sapere perché il governo ignora il popolo e la Costituzione.

Invece del dialogo riceve gli attacchi dei fanatici, alcuni sono prezzolati e altri vivono immersi nella disinformazione. Mi appello al popolo italiano che vuole risorgere realmente, che vuole essere ancora quella potente anima che ha dato al mondo il Rinascimento e la Scienza basata sulla ricerca continua. Non abbiate paura. La paura appartiene a coloro che amano le catene. Grazie, Sara Cunial.


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