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Domenica, 23 Ottobre 2016 21:54

I tipi psicologici: istruzioni per l’uso, di Eva Maria Franchi

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Riflettendo sulla differenza tra gli americani e gli italiani trovo che gli americani sono bravi a rendere semplici le cose difficili, mentre noi italiani siamo straordinari a rendere difficili le cose semplici.

Cosa c’entra tale disquisizione con il libro che sto per recensire? C’entra perché queste riflessioni sono ispirate dalla lettura del libro di Eva M. Franchi, I Tipi psicologici: istruzioni per l’uso, un’autrice italianissima che tuttavia rappresenta la classica eccezione alla regola. Il libro infatti è scritto con uno stile godibilissimo, semplice, chiaro e scorrevole; uno stile all’americana per intenderci, come americane erano Isabel Briggs Myers e Katherine Cook Briggs, le ideatrici del Myers-Briggs Type Indicator, sistema più noto con il suo acronimo: MBTI.

L’MBTI consiste in una personale revisione, delle due ricercatrici americane, della teoria dei tipi psicologici di Carl Gustav Jung da cui le Myers-Briggs hanno anche ricavato uno dei test attitudinali più in voga ed utilizzati nei decenni passati per la selezione del personale. Ultimamente però, forse perché le mode passano, forse perché snobbato dalla comunità scientifica che ha messo in dubbio l’attendibilità del test, l’MBTI era caduto in po’ in disuso, particolarmente nel nostro paese dove a differenza dei territori anglofoni, esiste pochissima letteratura in materia.

Ci ha pensato la Franchi, poliedrica autrice e dottoressa in psicologia, a riportarlo alla luce quando, desiderosa, per una sua ricerca personale, di approfondire la conoscenza dei tipi psicologici delle Myers-Briggs, si è resa conto che non esistevano testi in lingua italiana sull’argomento. Così ne ha scritto uno lei, riuscendo a trasformare un saggio in una lettura accattivante. Del resto la Franchi, prima di dedicarsi alla saggista, ha esordito come scrittrice di narrativa e di sceneggiature.

Paradossalmente, la maggiore pecca del libro della Franchi sta proprio nel suo pregio, quello di essere scorrevole e sintetico, forse anche troppo. Soprattutto il settimo e ultimo capitolo, “strategie di comunicazione”, lo trovo un po debole, solo pochi cenni, qualche consiglio, stile rubrica divulgativa, su come rapportarsi con gli altri tipi psicologici al lavoro e nelle relazioni, argomento su cui francamente mi aspettavo maggiori ragguagli, considerando le premesse del sottotitolo del libro “l’arte di capire gli altri e sviluppare le tue potenzialità per migliorare la tua vita”.

I primi sei capitoli sono invece esaurienti; interessante il modello paradigmatico con cui viene affrontato il tema dell’ombra e le chiavi che vengono fornite per capire quando le persone agiscono sotto l’influsso del loro lato oscuro. Nel complesso il libro della Franchi, seppur non completamente esaustivo dell’argomento è un ottimo punto di partenza per chi desidera approcciarsi alla conoscenza dei tipi psicologici delle Myers-Briggs.

 

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