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Enneagramma di Gurdjieff e Nada Yoga Enneagramma di Gurdjieff e Nada Yoga
Martedì, 18 Luglio 2017 11:10

Comparazioni tra NadaYoga e Enneagramma di Gurdjieff

In questa esposizione si tenterà, tramite grafici e ragionamenti, di trovare corrispondenze e similitudini tra i concetti espressi nella teoria e pratica del NadaYoga, - yoga del suono - e da uno strumento tanto straordinario e complesso come l'Enneagramma di Gurdjieff.

Alcuni cenni sull'Enneagramma

Innanzitutto bisogna fare una distinzione. L'Enneagramma più diffuso al giorno d'oggi è quello elaborato da Narancho e Hichazo, che è un valido strumento di introspezione psicologica e psicoanalitica, spesso banalizzato da correnti della PNL, come strumento per verifica di idoneità caratteriali, di coppia, lavorative. Esso usa equamente i 9 punti presenti sulla circonferenza del disegno per definire 9 tipologie psicologiche. Chi scrive ne ha fatto esperienza e lo ritiene un valido strumento conoscitivo.

L' Enneagramma di Gurdjieff è essenzialmente diverso – pur condividendo lo stesso disegno -, esprime le leggi e i rapporti che regolano la costruzione di quanto costituisce il nostro universo; è un sestante, un regolo calcolatore che, strumento vivo e dialogante, aiuta il Cercatore a conoscere la propria posizione nella Creazione e a comprendere i processi che si sviluppano in essa. Gurdjieff introdusse questo simbolo nei gruppi di studio che costituì in Russia, nei primi anni 20 del secolo scorso, quando riapparve a vita pubblica dopo vent'anni di oblio. Anni durante i quali ha viaggiato, cercato ed infine trovato una fonte di reale Conoscenza. Lascio al lettore il piacere e l'onere – e la fatica - di fare la conoscenza di Monsieur Gurdjieff - più avanti troverà una bibliografia esauriente su questo personaggio e i suoi insegnamenti -. Comunque, l'Enneagramma è antecedente a Gurdjieff. Si ha notizia che a tramandarlo, negli ultimi secoli, siano stati alcuni ordini Sufi, ma se poi andiamo a cercare la catena, di cui essi sono tra i più recenti anelli, possiamo intuire che l'origine di questo simbolo è in realtà molto, molto più antica. Comunque le 2 leggi principali espresse in questo simbolo, sono riconosciute e divulgate, in varie maniere, da tutte le tradizioni antiche e, in ultimo, confutate dalle recenti scoperte della Fisica Quantistica. Queste due leggi sono chiamate Legge del Tre e Legge del Sette o dell'Ottava.

La legge del Tre

Si trovano tantissimi riferimenti al 3 negli insegnamenti antichi e nelle religioni, si pensi alla nostra Ss.Trinità, alla Trimurti, al simbolo dell'Antahkarana, ecc. ecc. Per Gurdjieff, ogni azione è il risultato di tre forze: attiva, passiva e neutralizzante, anche dette, rispettivamente: Affermazione, Negazione e Conciliazione. Questo contrasta con gli usuali postulati della fisica “moderna”, nello specifico il terzo principio che recita: ad ogni azione (affermazione) corrisponde un'azione uguale e contraria (negazione); non siamo più capaci di vedere l'opera della terza forza (conciliazione); senza di essa non ci sarebbe movimento, non ci sarebbe sviluppo, in quanto le due altre forze si contrasterebbero e si annullerebbero a vicenda. Potrebbe essere di aiuto, nella comprensione definire le tre forze anche come tesi, antitesi, sintesi.

La legge del Sette o dell'Ottava

C'è un fortissimo riferimento alla scala musicale, che è anche usata per lo studio e la definizione delle caratteristiche di questa legge: do-re-mi/fa-sol-la-si/do. In sintesi, la legge del Sette afferma che ogni azione, passa attraverso 7 steps o intervalli e due, in particolar modo, sono salienti perché l'azione stessa si porti a compimento: gli intervalli - usiamo sempre la terminologia musicale - MI/FA e SI/DO sono costituiti dall'assenza del semitono intermedio, al contrario degli altri intervalli, ad esempio DO-RE. Questo fa si che ci sia un punto di interruzione al fluire dell'azione o del processo, non riempito da un semitono. Gurdjieff affermava che per superare questi steps senza semitono interno è necessaria un'azione proveniente dall'esterno del processo, sotto forma di shock - terminologia gurdjieffiana -, altrimenti il processo si interrompe o devia dalle sue intenzioni originarie. Possiamo trovare esempi di questa legge nella nostra vita di tutti i giorni. Un esempio banale: decidiamo di smettere di fumare! L'impulso iniziale è dato da un rigurgito di amor proprio o di paura per la propria salute. Forti della spinta iniziale cominciamo ad astenerci dal fumare. Con le dovute difficoltà riusciamo a restare per un periodo più o meno lungo senza sigarette. Ma l'astinenza è faticosa e le energie generate dall'intento iniziale cominciano a venir meno, il desiderio di sigarette aumenta, ci stiamo avvicinando all'intervallo MI/FA. Se non intervenisse qualcosa da “fuori” rischieremo di ricadere nel vizio. Le energie e l'impulso iniziale, ormai esauriti, ci farebbero sicuramente cadere preda del desiderio di fumare. Solo uno shock esterno può aiutare a superare questi intervallo saliente del processo. Per ognuno può essere una cosa diversa: per alcuni lo shock sarà la morte di un conoscente per cancro ai polmoni, per altri il rimprovero convincente del medico, per altri un commento sagace sull'odore di fumo da parte della propria compagna, ecc. ecc. Se siamo fortunati e lo shock è di sufficiente portata, il processo continua, senza arrestarsi, nella direzione iniziale; prosegue senza impedimenti fino alla nota SI. Qui c'è l'intervallo SI/DO che sancirebbe la chiusura del processo. Come diceva Gurdjieff: si chiude l'Ottava, l'azione va a compimento e può eventualmente proseguire oltre per un nuovo sviluppo. Lo step SI/DO richiede molta più forza per essere superato, necessita infatti di uno shock di portata superiore che identifico come “consapevole”. Nel caso del fumo potrebbe essere la comprensione che l'astinenza, oltre alle difficoltà contingenti, ha in realtà portato un generale benessere al proprio organismo e di conseguenza al nostro essere in generale, in ogni caso è una riflessione attiva e cosciente. Ho banalizzato volutamente la spiegazione della legge del Sette perché più complessa da comprendere rispetto alla legge del Tre, e richiede molto tempo per essere assimilata. Basti pensare che, su scale ovviamente diverse, lo smettere di fumare e la creazione di una pianta, di un animale, di un uomo o di un mondo, seguono lo stesso percorso e gli stessi steps (intervalli).

Enneagramma e teorie e pratica del NadaYoga

Cosa basilare per l'utilizzo dell'Enneagramma è comprendere come posizionare correttamente, su di esso, gli elementi del processo o del soggetto che vogliamo osservare. In questo viene in aiuto l'antica pratica delle Corrispondenze, in uso fino a tutto il 700 e parte del'800. Essa consisteva nell'associare soggetti di una categoria ad oggetti corrispondenti di un'altra, per similitudine e analogia. Ad esempio c'è una corrispondenza tradizionale tra metalli e pianeti, e tra metalli e frequenza vibratoria, tra pianeti e organi del corpo umano o caratteristiche psicologiche, e così via. Le antiche medicine e l'Alchimia, ad esempio ne sono pregne, basandosi essenzialmente su queste.

La prima cosa da fare è quella di posizionare correttamente i Chakra sull'Enneagramma. La letteratura sui Chakra è molto varia ed articolata, condita con i più svariati linguaggi descrittivi e piena di concetti spesso “fantasiosi”, che rendono confusa la comprensione di questi importanti elementi. Alla fine il risultato di questo posizionamento è molto chiaro e “semplice”, ma ha richiesto la lettura di molti testi e il ragionamento da molteplici punti di vista. Nella mia pratica sull'Enneagramma, dovuta alla frequentazione - per molti anni - di una scuola gurdjieffiana, ho avuto modo di conoscerne alcuni aspetti, principalmente di tipo fisiologico e psicologico. Sulla circonferenza dell'Enneagramma sono segnati 9 punti, 3 dei quali sono “latenti” e 6 invece sono precisamente posizionati. I tre punti “latenti” sono i vertici di un triangolo ideale, rivolto verso l'alto, che rappresenta le Tre Forze. Gli altri 6 punti sono posizionati a due a due sulla circonferenza, separati da uno dei vertici del triangolo interno – appunto - e sono collegati tra loro da un tracciato che scorre secondo la sequenza 1-4-2-8-5-7-1.

nadayoga 2

In verità, ci sarebbero altri punti non espliciti sull'Enneagramma; il primo (10) è il centro del disegno, che rappresenta il “Cuore” del soggetto/processo osservato, ed è il baricentro del disegno; il secondo (11) è l'osservatore del soggetto/processo. Questo è un aspetto molto importante che è emerso dagli studi della Fisica Quantistica, in quanto ci si è resi conto che “l'osservatore” influenza inevitabilmente l'osservato. Il Terzo punto (12) è una mia intuizione, perché non l'ho trovato esplicito in nessuna delle trattazioni che ho consultato. Esso è un punto “esterno” che rappresenta il riferimento, il modello, la matrice rispetto alla quale si osserva il soggetto/processo e che ne da l'identità e il senso. Ad esempio, una goccia d'acqua, è se stessa in riferimento, esempio, ad un bicchiere, ad un lago, ad un mare, che la definisce. Un altro esempio: “l’uomo”; esso non può essere definito per se stesso ma perché visto rispetto all'umanità intera, come funzione biologica, come genere di animale, oppure - più interessante - può essere definito in quanto rapportato alla figura di Dio.

Nella prima tavola salteranno all'occhio le definizioni che ho posizionato su ogni punto dell'Enneagramma. Per prima cosa noteremo i simboli dei pianeti. Essi rappresentano anche le deità mitologiche greche corrispondenti; sono potenti archetipi psicologici che danno una suddivisione precise delle facoltà psichiche dell'uomo e delle eventuali caratteristiche preponderanti - e le loro reciproche interrelazioni -. Le loro posizioni sono verificate ed accettate da tempo negli ambienti gurdjieffiani, e sono stati il punto di partenza per questo mio lavoro. Assieme ai pianeti si troveranno indicati dei metalli; questa è una corrispondenza antica universalmente accettata. Si troveranno indicati, inoltre, dei “centri”, ovvero le funzioni generali dell'uomo, suddivise e classificate in maniera molto precisa da Gurdjieff.

Un aspetto su cui ho meditato molto è stato il senso di rotazione dell'Enneagramma. In genere, nelle esercitazioni si usa procedere in senso orario, forse una convenzione dovuta alla peculiare specularità del simbolo. Questo mi ha portato a riflettere sull'importanza del senso di rotazione e il suo simbolismo. Il senso orario di rotazione, simboleggia la discesa dall'Alto verso il Basso, dall'elemento Sottile all'elemento grossolano; abbiamo la discesa dall'Argento verso il Piombo. Il senso antiorario simboleggia invece, l'Ascesa, la raffinazione dal Grossolano al Sottile; ed è questo che otteniamo salendo lungo la linea dei Chakra, una raffinazione dell'energia che procede verso l'altro, aumentando la sua frequenza vibratoria.

nadayoga 4

I pianeti, i metalli ed i Centri hanno poi trovato corrispondenza con i Chakra posizionati in senso antiorario. Il quarto Chakra, Anahata, è posizionato all'incrocio dei raggi del disegno - ma è una convenzione - e può essere disegnato anche al centro del cerchio; esso rappresenta il punto 10 dell'Enneagramma. Esso rappresenta anche il baricentro della linea dei 7 Chakra, separa i tre Chakra inferiori dai tre Chakra superiori.

La seguente tavola rappresenta una sorprendente similitudine tra la catena dei Chakra e il grafico che Gurdjieff chiama “raggio di creazione”.

nadayoga 3

Bibliografia:

G.I. Gurdjieff - Vedute sul mondo del Reale – Neri Pozza
Ouspensky - Frammenti di un insegnamento sconosciuto – Astrolabio
R. Collins - Le influenze celesti – Mediterranee
J.G. Bennett - Gurdjieff. Un nuovo mondo – Astrolabio
J.G. Bennett -Studi sull'Enneagramma – Atanor
Giorgio Lombardi – Lo yoga del suono – Magnanelli
Riccardo Misto – Dispense Corso NadaYoga

 

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