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Giovedì, 03 Agosto 2017 16:45

La piramide della realtà e la mano nel muro

Se volessimo afferrare la realtà con un concetto semplice, comprenderemo che tutto quanto quello che vediamo e non vediamo, è strutturato come una piramide.

La piramide della creazione della realtà che vediamo, equivale a molti livelli e quindi in ogni livello, abitano, si muovono e si inseriscono molte entità a formare completamente la struttura.

Essa è un blocco unico, noi ne facciamo parte e ne siamo frammenti.

La piramide è quindi una piramide di tipo dimensionale, dove ogni livello corrisponde ad una dimensione specifica. Per gli studenti di Cabala è chiaro come, nel contattare diverse energie, si ha bisogno di comprendere a quali livelli della Piramide ci stiamo rapportando.

Quando siamo nel mondo fisico è importante comprendere i limiti di questo, ma anche le possibilità di poter controllare le altre dimensioni che premono sul mondo fisico, che noi stessi vediamo e in parte gestiamo.

Da qui nasce il concetto di individualità, che è di fatto un concetto semplice. Immaginiamo di far entrare una mano attraverso il muro. Non potremmo, perché ogni cosa ha una individualità, finita e duale. Ma nel concetto di unità non c’è separazione tra la mano ed il muro. La mano ed il muro sono due individui, ma questo è una illusione. L’individualità è una, e quindi la mano e il muro sono lo stesso individuo. La stessa identità.

Tutto è uno, poiché è nella nostra mente che le lettere di quel concetto vengono elaborate. Per questo è fondamentale benedire il mondo esterno, poiché il mondo esterno non è altro che una manifestazione del nostro mondo interno, ed essendo tutt’uno con questo, la separazione non esiste realmente.

Ma come la piramide è una - nel senso che rimane una con il tutto - essa è fatta anche di mattoni, di parti, e ogni parte è fondamentale per arrivare all’apice.

Capisci quindi la tua importanza?

Ogni persona ha il suo personale corpo, e il suo personale lavoro da fare per mantenere la piramide intera. Se in questo momento ti accorgi di essere all’interno di una piramide che puoi considerare come il tutto, anche il semplice respirare è fondamentale. Rifletti, quindi, su che ruolo hai, e quale è la tua posizione. La stai tenendo quella posizione o stai provando ad andare via?

Noi siamo cosa siamo.

Parti di un insieme.

Siamo quello che crediamo di essere e, soprattutto, siamo quello che in quel momento scegliamo di essere. A volte comprendiamo che siamo anche quello che possiamo essere, in base al nostro livello di comprensione e di conoscElevare la nostra conoscenza ci porterebbe a scalare la piramide fino ad arrivare all’apice, lentamente, qualsiasi cosa questo voglia dire per noi.

Più ci avviciniamo all’apice e più la differenziazione tra fisico, psichico e materiale si assottiglia e tutto si “alleggerisce”.

Vivere una vita per lo spirito ci porta automaticamente a vedere come tutto è uno - e uno è tutto - e questo ci apre automaticamente alla comprensione di alcune porte fondamentali, come la compassione e l’accettazione dell’altro. Poiché non c’è nessun mattone che sia fuori dalla piramide o che sia contro. Tutto tiene l’imballaggio.

Comprendere che più si va in alto e più si hanno meno pietre è fondamentale per alleggerire il senso di quello che ci appesantisce, dei problemi e dei dubbi, delle domande e delle incertezze, poiché ciò che ci appesantisce non è altro che la comprensione di essere ad un livello basico della piramide. Ai primi ranghi.

Quando andiamo ad integrare, effettuiamo una scalata, e quindi una crescita.

Ne deduciamo semplicemente che elevarci – quindi - ci alleggerisce e ci mostra cosa realmente siamo.

Integrare gli altri pezzi della piramide, ci porta automaticamente ad uno stadio successivo, e quindi ad una elevazione spirituale. Elevare il nostro livello è, quindi, integrare, comprendere, perdonare, e fare in modo che la dimensione dell’uno diventi una realtà tangibile. L’altro è in noi, in una parte infinitesima di noi e quindi la scalata alla piramide è una comprensione costante della realtà, dei mondi visibili e invisibili che alla fine coinvolgono al salto finale.

All’apice infatti, è possibile arrivare tramite un procedimento lento e costante di osservazione e meditazione della realtà. Senza giudizio duale.

Le molteplici realtà quindi, sono solo uno degli specchi che dobbiamo integrare della nostra immensità, per arrivare alla completa luce e ritornare a far entrare la mano nel muro, senza bisogno di nessuna separazione.

Siamo in viaggio verso l’Uno.

Ed è il viaggio magnifico che ci è stato concesso.

 

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Manuel Rea

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