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Paola Marchi

Paola Marchi

Nata a Seravezza nel 1975.  Consegue la Laurea in Lettere Moderne presso l'università di Pisa e pubblica la tesi di Laurea dal titolo "Cinema e Pittura in Giorni d'amore" nel volume Giorni d'amore, Lindau, Torino, 2003. Frequenta la scuola di nudo presso l'Accademia d'arte di Carrara (Ms) dove impara le basi del disegno a mano libera e le tecniche di incisione. Si dedica attivamente all'attività pittorica e vende su committenza italiana e straniera. Scrive per Fontana Editore.

L'Arte si presenta quindi, nella sua funzione più alta, come un'opportunità di auto guarigione. Una strada difficile certo, non meno di qualunque altra strada che abbia come fine ultimo il bene dell'essere umano.

Durante la fase di osservazione dell'opera, (se l'artista riesce a mantenere il necessario distacco o disidentificazione da ciò che viene attraverso di lui) si apre ad alcuni la possibilità di trovare contenuti che esulano dalla propria individualità, contenuti più ampi, che riguardano tutti.

L'artista è un canale, attraverso di lui prendono forma idee e contenuti. Questa è la benedizione e al contempo la maledizione dell'artista, l'essere creatore di una realtà. Ma quale?