fbpx
Carrello vuoto


logo cultural cannibals

Da “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams. Da “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams.
Domenica, 03 Giugno 2018 21:23

Qual è il tuo scopo nella vita?

Qual è il tuo scopo nella vita? Definisci la tua vita, quella vera, il desiderare primario e profondo.

“ Cosa vuoi fare da grande ?” A tutti è stata posta la domanda nella prima età. Irrompeva nella nostra realtà infantile e luminosa, frase fatta, però per te, che vivevi nella tua piccola bolla esperienziale, aveva la deflagrazione dirompente di una bomba. Volevi fare l’astronauta, il dottore, la maestra, la principessa, il camionista...salvare il mondo: sembrava facile trovare uno scopo nella vita. Che granitica certezza! Che sensazione di pienezza!

“Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualche cosa.
3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.”
Paulo Coelho

Poi iniziavi la scuola. Probabilmente non ricordi più quando hai messo da parte il tuo Scopo, neanche ti ricordi di averlo avuto il tuo Scopo. È stato un processo lento e graduale. Ad un certo punto avevi troppo da fare ad integrarti, uniformarti, farti accettare dagli altri. La tua voce cominciava a cambiare, vivevi i primi turbamenti, c’erano da soddisfare le aspettative di mamma e papà. Avevi bisogno di essere riconosciuto: “Guardatemi, amatemi...”

Sarebbe da stupidi, non credi? Passare una vita intera a desiderare qualcosa senza mai agire.
(Dal film Blow)

Col tempo gli “obbiettivi” hanno preso il posto del tuo Scopo.

Hop! Facciamo un salto in avanti, nel tempo.
Supino sul letto, occhi al soffitto. Ti sei impegnato per essere un buon marito o una buona moglie; hai provato a farti piacere un lavoro mediocre che ti da sicurezza, una macchina nuova, qualche amicizia sopravvissuta all’adolescenza, qualche debito, qualche figlio. Hai iniziato studi esoterici, spirituali, di formazione, per fame e per sete, senza essere poi giunto a chissà che.

Sei il maggiore di 13 fratelli, che, con sgomento, conta e riconta, ma di fratelli ne vedi sempre e solo 12. Finché non ti siedi su un vecchio sgabello a riflettere su dove sia finito il tredicesimo fratello: lo sgabello si rompe e sbatti con forza il sedere per terra, ricordandolo.

Allora forse capisci che La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto non è 42[1]!

Allora forse capisci che La domanda fondamentale ha tre facce:
“Chi sei? / Qual’è il tuo scopo? / Cosa ti rende veramente felice?”;
ma esprime sempre lo stesso significato:

“Un silenzio assordante”.

Avevo da scegliere: potevo essere il me che desiderava, o il me che rideva del me che desiderava.
(Tiziano Terzani)

Vai alla seconda parte >>


[1] Da “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams.

Letto 1051 volte

Articoli correlati (da tag)

  • Perchè pubblico libri? Perchè pubblico libri?

    Perchè pubblico libri? Ecco una domanda che dovrei farmi tutti i giorni, la mattina, appena alzato e ancora con davanti lo stupore del dono di un’altra giornata da vivere.

  • Sulle intolleranze alimentari Sulle intolleranze alimentari

    Non ho alcuna intenzione di entrare nel merito di questioni scientifiche convenzionali o di tendenze moderne. Mi sembra lapalissiano che se sviluppo intolleranze alimentari devo anche vedere se c’è qualche aspetto della vita in cui sono duro e intransigente, se ci sono persone verso le quali sono intollerante, appunto.

  • La Riemergenza Morfogenetica del Sapere La Riemergenza Morfogenetica del Sapere

    Condivido anche su questo CCBlog, per i pochi italiani di intelligenza superiore a quella del pubblico oceanico che ha guardato il festival di San Remo - e che sono anche i miei cari amici - questo post, già pubblicato su Esoteric Knowledge and Occult Science per smuovere qualche sana riflessione nel covo dell'Hocus Pocus… Furbus.

  • Paola Gabrielli intervista una lettrice dell’Ombra di Omero Paola Gabrielli intervista una lettrice dell’Ombra di Omero

    Mi siedo accanto a Marzia (nome fittizio) e la osservo: noto che è un po’ agitata. Mi dice sorridendo, che non è abituata a rilasciare interviste, ma ne è felice la sua testimonianza può essere d’aiuto ad altre persone che vivono un momento di difficoltà o che, semplicemente, vogliono mettersi in gioco.

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

ISCRIVITI ORA ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Rimani aggiornato su News - Iniziative - Offerte!

x