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Da Nove Novelle Sufi - Paola Marchi Da Nove Novelle Sufi - Paola Marchi
Mercoledì, 05 Settembre 2018 15:40

Spiritualità e Consapevolezza: la novella come strumento di conoscenza

Da una ricerca in rete sulle origini della novella, si scopre che non esiste una data precisa, la novella è antica quanto l'uomo, ci sono esempi risalenti alla letteratura egizia (le avventure di Sinuhe per esempio), a quella indiana (le famosissime "Mille e una notte") e molti altri.

Nel vocabolario Treccani si trova la definizione di novella: breve narrazione, per lo più in prosa, di un fatto sia esso storico, reale, o del tutto immaginario.

Personalmente l'aspetto che mi affascina della novella non è tanto la sua fenomenologia, il modo cioè in cui si manifesta, ma il messaggio che porta in termini di Spiritualità e Consapevolezza . La storia della nascita della novella, la differenza tra novella e fiaba, la classificazione delle tipologie, la lascio ai professori che insegnano nelle università.

Quello che mi interessa è la grande opportunità che offre la novella, di aumentare il nostro grado di consapevolezza e quindi di coscienza.

In questo, le novelle appartenenti alla tradizione sufi, offrono possibilità inimmaginabili.

All'interno della tradizione religiosa islamica, il sufismo costituisce la punta di diamante di quella spiritualità che va oltre, trascende le barriere religiose e accede a contenuti che appartengono a tutti, contenuti impersonali.

Le novelle Sufi sono novelle che da sempre vengono tramandate oralmente.

La cosa che mi ha colpita da subito è stato il fatto che molte di esse si ritrovano oggi in certe barzellette. Questo è interessante.

La barzelletta, quando è motto di spirito, ha la stessa funzione della novella sufi: dare uno shock , aprire un piccolo spazio nella percezione della realtà, per permettere alla consapevolezza di farsi largo.

La condizione in cui ordinariamente viviamo, infatti, è una condizione di chiusura: i nostri pensieri, le nostre convinzioni, il nostro modo di percepire la vita, costituiscono la nostra realtà, ma non è La realtà. Noi non possiamo avere idea di cosa sia reale e nemmeno delle infinite possibilità che abbiamo, semplicemente perché non le concepiamo nemmeno. Siamo incapaci anche di permetterci di pensare che esista una possibilità diversa da quello che vediamo.

Questo meccanismo, che è spietato e riguarda tutti, è ben sfruttato da chi detiene il potere sull'informazione. È cosa ormai risaputa e anche abbastanza banale quella che i telegiornali, i giornali, la TV in genere non fanno altro che diffondere brutte notizie. Morte, guerra, malattie, epidemie, catastrofi, ecc.

Tutte queste suggestioni, che arrivano passivamente alla nostra coscienza, non fanno altro che infliggere colpi mortali alla parte che dovrebbe avere l'energia adatta per vedere anche altro, vedere le possibilità che ci sono nonostante tutto, dietro il velo di morte e sofferenza che ci viene offerto quotidianamente ovunque ci giriamo.

Inutile starcela a raccontare, senza visione ottimistica non si può sperare di intraprendere alcunché di efficace. L'ottimismo che nasce dalla presa di coscienza della drammaticità della condizione umana, l'ottimismo come scelta consapevole, l'ottimismo come risposta a un mondo che si sta richiudendo su se stesso, a una società che sta finendo schiacciata dal peso delle sue colpe. Esistono infatti leggi inaggirabili, di fronte alle quali le lamentele non servono a niente, se non a peggiorare la situazione. L'unico modo per poter sperare di uscire da questo meccanismo, che porta a una vera e propria morte in vita, è quello di creare un'apertura. È a questo punto che il valore della fiaba raggiunge la sua più alta funzione.

Creare una piccola apertura, apparentemente insignificante. Un semino di luce gettato nell'oscurità della coscienza...

Per questo è nata in me l'idea di rivolgermi ai bambini. I bambini siamo noi, domani. Si sente tanto parlare di futuro, di protezione, ma poi nello specifico, la verità è che i bambini sono abbandonati a loro stessi, dentro una realtà che appartiene più a loro che a noi e ce lo dimostrano ogni volta che prendono un tablet in mano. Isolarli completamente non si può, le scelte radicali a mio avviso non sono mai auspicabili; ma non si può nemmeno consegnarli passivamente a un mostro, di fronte al quale non abbiamo alternative da offrire.

L'importanza dell'alternativa è tutto.

Il libro le Nove Novelle Sufi, illustrato per l'infanzia, vuole essere un mio piccolo contributo alla catena di chi, di fronte allo sfacelo generale, si è rimboccato le maniche e sta tentando di fare qualcosa di utile.

Come dice Gianni Rodari:

"Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente"

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Paola Marchi

Nata a Seravezza nel 1975.  Consegue la Laurea in Lettere Moderne presso l'università di Pisa e pubblica la tesi di Laurea dal titolo "Cinema e Pittura in Giorni d'amore" nel volume Giorni d'amore, Lindau, Torino, 2003. Frequenta la scuola di nudo presso l'Accademia d'arte di Carrara (Ms) dove impara le basi del disegno a mano libera e le tecniche di incisione. Si dedica attivamente all'attività pittorica e vende su committenza italiana e straniera. Scrive per Fontana Editore.

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