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Manuel Rea Manuel Rea
Lunedì, 30 Novembre -0001 01:00

Manuel Rea

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Non amo fare delle descrizioni personali, in genere in tutta la vita ho cercato di dimenticarmi cosa fossi, e non ho intenzione di ricordarlo con chiarezza. A grandi linee e per restare nel banale, ogni tanto faccio lo scrittore, ogni tanto faccio il Sacerdote a Gerusalemme, e Ogni tanto studio Cabala. Ogni tanto capisco la vita e Ogni tanto cado nella certezza di non averla capita mai.

Più di quel che faccio, e quel che sono, è importante quel che sento. Quel che sento è sempre un frammento che mi interessa gettare su carta, elettronica o meno, e grazie a questa possibilità di scrivere riesco a leggermi anche a distanza di anni per capire quale sia la mia reale identità.

Alla ricerca della fonte ogni secondo, ho ottenuto qualche connessione e tante volte ho detto basta, per troppa connessione. Sono ancora alla ricerca e non ho ottenuto altro che risultati semplici. Ogni tanto riesco ad apparire in sogno alle mie Amate, ma oltre questo, cerco di distinguermi dall’uomo ordinario che proprio non riesco a digerire.

Ai posteri l’ardua sentenza.
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