Passa alle informazioni sul prodotto
1 su 3

Antonio Bonifacio

Il terzo occhio. Organo dell'immaginazione creatrice

Prezzo di listino €19,99 EUR
Prezzo di listino Prezzo di vendita €19,99 EUR
Vendita Esaurito
Imposte incluse. Spese di spedizione calcolate al check-out.
Formato

Considerazioni comparative sui “centri sottili”. Tutte le religioni, compreso il cristianesimo (sorprendentemente) concepiscono l’essere umano come un sistema complesso e articolato composto da elementi visibili e invisibili. Il terzo occhio, organo dell' immaginazione creatrice è presente in tutte le tradizioni, in maniera esplicita o velata.

Nell’India la componente sottile dell’organismo è sperimentata come un sistema coordinato di centri - i chakra. Nella kabbalah il sistema sephirotico si identifica con la struttura occulta sottostante il corpo fisico, uno “scheletro spirituale” cui si interconnette il corpo carneo.

L’Egitto antico non è da meno intorno alla conoscenza di tale corporeità. Nel sufismo tale scheletro si identifica con i centri detti lata’if, sulla visualizzazione dei quali si accentrano gli sforzi ascetici del meditante.

Nell’oriente più estremo - Cina e Giappone - la pratica religiosa è incentrata sull’attivazione di tali componenti occulte, inaccessibili ai sensi.

Nel mondo nordico il sistema delle rune è associato alla fisiologia sottile, la cui attivazione concorre al raggiungimento del risultato spirituale propostosi, al punto che questo sistema viene definito cabala runica.

Cercando ulteriormente nelle diverse tradizioni religiose si trovano ulteriori riscontri della conoscenza di tale corporeità sottile e delle modalità d’accesso alla stessa, all' immaginazione creatrice.

E il cristianesimo? La risposta è complessa e il testo che qui si propone all’attenzione del lettore vorrebbe offrire una qualche preliminare risposta a questa intrigante domanda.

Il Libro in numeri:
ISBN: 9791280418319
Pagine: 352
Autore: Antonio Bonifacio
Edizione: 2022
Formato: 14,8x21cm

Libro in print on demand. Consegna in circa 7 giorni lavorativi.

1 su 4