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Martedì, 01 Agosto 2017 09:46

La Corea del Nord non sta aggredendo nessuno

In questo momento, mentre scrivo, nel televisore in un angolo della stanza un programma televisivo giapponese pare un ritorno di fiamma della guerra fredda.

Allarme! allarme! L'aggressione della Corea del Nord, elenchi di negozi che vendono rifugi antinucleari, schede tecniche dei missili dei Kim e via discorrendo.

Nonostante la serietà della situazione, il panico del gattone nippoamericano di fronte al topolino nordcoreano è uno spettacolo che mi fa venire da ridere, ma è un riso amaro. Quello che dice la televisione è l'esatto opposto della realtà. Chi da sempre convive con un’atomica sospesa sopra il cranio è Pyongyang, non Washington. Sono gli americani che destabilizzano la regione con una presenza militare schiacciante a 9000 km da casa loro, non i miserabili nordcoreani.

La Corea del Nord vede l'atomica come una necessità e un diritto ed io, tutto sommato, sono d'accordo. Perfino la Corea del Nord ha diritto a difendere i propri confini e nessuna pace è possibile se questo non viene permesso.

Che ai cinesi e agli americani piaccia o meno, i coreani sia del sud sia del nord non si fidano di nessuno. E fanno bene. Sono una piccolissima nazione circondata da tre giganti, più un quarto proveniente dalla lontana America del Nord. I loro interessi sono sempre gli ultimi ad essere presi in considerazione.

Non per difendere i Kim, che non se lo meritano, ma sono gli americani quelli che, da due generazioni, parlano di abbattere il governo della Corea del Nord. Ipocritamente, perché come tutti gli altri, in realtà, non hanno nessuna intenzione di lasciar cadere la Corea.

L'unica cosa che veramente protegge i Kim è il fatto che, per motivi diversi, nessuna delle potenze coinvolte vuole vederli cadere. Tante chiacchiere, ma alla fine dei conti l'idea di milioni di rifugiati che passano il confine cinese o sud coreano o russo sono sufficienti per far cominciare gli aiuti. Il minimo che basta per tenere la Corea del Nord in carreggiata.

A scegliere il 58º parallelo come linea di divisione tra le due Coree è stato Dean Rusk. Agli occhi dei coreani, sono stati quindi gli americani che hanno venduto la Corea all'Unione Sovietica.

Sono stati gli americani che hanno causato la catastrofe della guerra di Corea, che dopo anni di conflitto è ritornata peggio che alla situazione di partenza, perchè McArthur ha ignorato l'avvertenza cinese di non passare il fiume Yalu. I cinesi avevano avvertito che avrebbero considerato il passaggio del fiume, vicino alla Cina, come un atto di aggressione. Gli americani pensavano che i cinesi bluffassero, e invece… Sorpresa, sorpresa.

L’occidente chiede aiuto alla Cina per contenere i Kim, ma è un aiuto che essa non può e non vuole dare. Il suo rapporto con la Corea del Nord non è un semplice rapporto clientelare. La Corea del Nord, pur dipendendo mani e piedi dalla Cina, non è una semplice serva, piuttosto un alleato problematico, ma indispensabile. Non dimentichiamo che la guerra di Corea per la Cina è stata una catastrofe, interamente dovuta alla irresponsabilità e incompetenza dei Kim. Chi pensa che la Cina si sia scordata delle centinaia di migliaia di soldati, compreso un figlio di Mao, che hanno perso in Corea, non conosce la Cina.

Ma la Cina si ricorda anche che è dalla Corea che è venuto il signore della guerra giapponese Hideyoshi. Dalla Corea sono partite le ambizioni coloniali giapponesi nel 20º secolo. La Cina ritiene quindi indispensabile uno stato tampone fra sé e i nippoamericani e, vista la storia della regione, non si sa come dar loro torto.

Il futuro è a mio parere nero come la pece. Gli americani non hanno intenzione di andarsene, né dalla Corea, né dal Giappone, e lo hanno anche confermato ufficialmente.

I giapponesi temono giustamente una Cina in ascesa e aggressiva, ma non hanno il permesso di riarmarsi, per via della seconda guerra mondiale. Intendono quindi tenersi gli americani in casa.

La Corea del Sud non ha alcun interesse a riunificarsi con il nord. Ha visto quello che è successo in Germania e sa che a casa sua sarebbe mille volte peggio. Mira a tirare avanti.

La Corea del Nord non rinuncerà mai a quanto vede come una necessità ed un diritto irrinunciabile. Chi poi si aspetta una rivolta del nordcoreani si sbaglia. Il governo di Pyongyang è ritenuto legittimo dai suoi cittadini. Per capirlo basta notare che le parate militari vengono fatte non nel giorno di fondazione della repubblica, ma in quello di sconfitta dei giapponesi da parte delle trippe comuniste. È da quella vittoria, e dalla costante minaccia americana, che i Kim traggono legittimità politica.

La Cina è preoccupata ed ha le sue ragioni. Vorrei vedere come reagirebbero gli americani se i Cinesi avessero a Cuba un decimo delle forze armate che gli americani hanno in una sola delle centinaia di loro basi nell’Estremo Oriente. La Cina poi vuole essere riconosciuta per quello che ritiene di essere, il più grande e culturalmente significativo paese del mondo. Essere amata non la interessa quanto essere rispettata.

Nessuna soluzione in vista, quindi. Ma almeno diamo a Cesare quello che è di Cesare. La Corea del Nord in questo momento non sta aggredendo nessuno.

 

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