
Asante Sana - Poesia dall'Africa
Corto Monzese
Asante Sana
Osservo questo serpente color mattone
che fugge le luci dell’auto
strisciare nella foresta intorno
ancora immersa nel buio della notte.
I pensieri, stranamente, sono pochi
e questa volta arrivano titubanti,
con tanta voglia di scappare via subito,
senza quasi neanche chiedermi il permesso.
Sento due occhi nelle tenebre che ci guardano.
“Stop the car” dico a Deo, il mio autista
e prendiamo a bordo un Uomo antico,
un viandante Masai, regale, importante,
di fattezze bellissime … androgine.
Sono sicuro che è lui il mio tramite col Sacro.
Al tempo stesso stringo forte la maniglia dell’auto
per non dimenticare il mio corpo
come mi hai insegnato tu, Maestro,
sappi che non ho mai smesso di piangerti.
Ma ora ho capito che sei qui di fianco a me,
sei viandante Masai, Deo, papà, mamma, mamma,
Ale, Diana, Marcello, Jacky, Divin Colzani,
Bijoux, Scorza, Fusettis, Zouzou, Dylan, Dave,
Big Masks Guru, Pino, Frà, Stu, Enzo, José, Martine, Rossano,
Jager e foreste della Tanzania di cielo stellato,
moltitudine di me che ne fanno un Io.
Estasi, beatitudine, illuminazione… ora so dove cercarti.
Asante Sana Universo, non smetterò mai di ringraziarti.
Corto Monzese
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