Recensione - Anima e Spada di Elisa Cappelli Fontana Editore

Recensione - Anima e Spada di Elisa Cappelli

Nicoletta Bartolo

Anima e Spada è un vero e proprio magnete. Così come attira il titolo, così incanta il suo contenuto. Un libro prezioso, in cui l'autrice volge uno sguardo generoso alle Anime più deboli e sensibili, spesso vittime inconsapevoli o consapevoli dei soprusi della supremazia "nemica", spesso narcisista.

Nella realizzazione di questo lavoro la Cappelli ci indica un vincente stile di vita, volto all'ascolto di sé e alla connessione con il proprio centro, con il proprio cuore, all'insegna dei valori e della vita di relazione, intesa in senso più ampio, come corpo, mente e spirito.

Elisa Cappelli offre molti spunti di riflessione e aiuto concreto, per permettere, a chi è intrappolato, di ritrovare la propria forza, di "valutarla", "praticando l'arte dell'ascolto e dell'amore per sé stessi". Trovare la propria forza, per "difendersi da chi ci si siede sopra", dal nemico che "si insinua", che "manipola", che "indebolisce" e "svilisce". È la spada che "rappresenta la precisione del cuore", poiché "il cuore è preciso".

Elisa Cappelli invita a non stare al gioco, a "saper stare nel dolore il giusto tempo", ad accogliere anche emozioni come rabbia e collera e a "non perdere il timone". Grandi alleati sono le "forze frontali" e le "forze laterali": le prime si riferiscono al carattere e all'anima, che, "coltivati e rispettati", "permettono il fiorire dei talenti"; le seconde, invece, rappresentano le "amicizie e i legami importanti", che vanno "mantenuti e rinfrescati continuamente". Il nemico "controlla e spia" e la strategia vincente risulta il "parlare poco e l'ascoltare molto": "il silenzio e l'ascolto".

Le efficaci tecniche strategiche proposte dall'autrice scaturiscono dalla sua vasta esperienza in campo spirituale, mitologico e anche nelle arti marziali.

Bellissimo il riferimento mitologico alla dea Iside, "la scandalosa e la magnifica", di cui ci offre il famoso inno e, ispirandosi allo stesso, l'invito è quello di risvegliare la dea in noi, "come archetipo e come forza" e sentirne il "potere pieno".

Altri suggerimenti per recuperare le proprie forze provengono dall'esercizio fisico, dala meditazione, dall'alimentazione sana e leggera, dal contatto con la natura, dala compassione verso gli altri. E il riferimento alla connessione con il proprio cuore è costante, la nostra dimora, il fuoco generoso, per non dimenticare quanto si vale e ricordarsi di mettersi sempre al primo posto.

E il "cuore è a proprio agio e sorride, anche durante le grandi tempeste!".

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